
Oggi durante una bellissima lezione di Animal Communication Somatica™ abbiamo affrontato un tema che, in realtà, va molto oltre la comunicazione animale.
Abbiamo parlato di corpo.
Di presenza.
Di ascolto.
Perché spesso pensiamo che comunicare significhi parlare.
Ma la comunicazione inizia molto prima delle parole.
Inizia nel corpo.
Nel modo in cui respiriamo.
Nel modo in cui reagiamo quando qualcosa ci disturba.
Nel modo in cui ci difendiamo.
Nel modo in cui restiamo presenti quando qualcosa ci mette in discussione.
Prima di essere comunicatori.
Prima di essere operatori.
Prima di essere coach, insegnanti, terapeuti o professionisti della relazione.
Siamo esseri umani.
E se non impariamo ad ascoltare il nostro corpo, ad abitare le nostre emozioni e a riconoscere i nostri stati interni, rischiamo di comunicare senza davvero essere presenti.
Il corpo sa molte cose prima della mente.
Sa quando siamo in allerta.
Sa quando siamo chiusi.
Sa quando siamo regolati.
Sa quando stiamo ascoltando davvero.
Per questo il lavoro sul corpo non è qualcosa che viene dopo.
È qualcosa che viene prima.
Prima della tecnica.
Prima dell’intuizione.
Prima di qualsiasi metodo.
Perché la qualità della relazione che costruiamo con gli altri nasce dalla qualità della relazione che abbiamo con noi stessi.
E forse una delle domande più importanti che possiamo farci non è:
“Sto comunicando bene?”
Ma:
“Sto davvero ascoltando ciò che succede dentro di me?”
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