“È sempre stato così.”
È una delle frasi che ascolto più spesso.
“È sempre stato fobico.”
“Ha sempre avuto paura.”
“È nato così.”
Proprio in questi giorni ho seguito un cane con questa storia.
Questa volta non racconterò chi è né, entrerò nei dettagli della sua famiglia, perché ogni animale e ogni persona meritano rispetto e riservatezza. Ma quello che posso condividere è ciò che questo caso ci ha insegnato.
Anche gli animali, proprio come noi, possono vivere esperienze che lasciano una traccia profonda. E non sempre si tratta di eventi che noi definiremmo drammatici.
A volte è una separazione.
Un cambiamento improvviso.
Un ricovero.
Un forte rumore.
L’arrivo di un nuovo membro della famiglia.
Un periodo di stress vissuto dai loro umani.
Ciò che per noi può sembrare “non così importante”, per quell’animale può aver rappresentato un momento in cui il suo senso di sicurezza si è spezzato.
Il problema è che spesso quel momento passa inosservato.
Ci abituiamo a vedere solo il comportamento.
“È fatto così.” “Non c’è niente da fare”
“È sempre stato pauroso.”
Ma gli animali, proprio come noi, raccontano il loro trauma.
Non con le parole.
Lo raccontano con il corpo, con le emozioni, con i comportamenti, con le paure e con le reazioni che continuano a ripetersi nel tempo.
E c’è un altro aspetto che questo caso mi ha ricordato.
Molto spesso attribuiamo quella paura all’evento sbagliato.
Pensiamo che tutto sia iniziato con quel temporale, quella visita veterinaria, quel trasloco o quell’incontro con un altro cane.
Ma, nel corso del lavoro, può emergere che quell’episodio non è stato l’origine del trauma.
È stato semplicemente l’evento che ha riattivato qualcosa di molto più profondo, qualcosa che era già rimasto impresso nella memoria del corpo.
Per questo, nel nostro lavoro, il primo passo non è mai correggere un comportamento.
Il primo passo è osservare.
Fare domande.
Ascoltare la famiglia.
Ricostruire, insieme, la storia di quell’animale.
Questo è il cuore del nostro Metodo Somatico Relazionale AnimalREIKI®, un metodo che utilizziamo sia con gli animali sia con gli esseri umani.
Perché il corpo, indipendentemente dalla specie, conserva la memoria delle esperienze vissute.
Attraverso il Reiki, l’Animal Communication e l’Animal EFT Energy Somatica accompagniamo l’animale in un percorso di ascolto profondo.
Quando emerge un’esperienza che può aver lasciato un’impronta, ci connettiamo con lui e lo accompagniamo simbolicamente a ritornare in quel momento.
Non per cambiare ciò che è accaduto.
Il passato non si cancella.
Ma perché possa attraversare quell’esperienza con nuove risorse, in uno spazio di maggiore sicurezza, permettendo a quella memoria di essere elaborata in modo diverso.
È in quel momento che, spesso, il corpo non ha più bisogno di raccontare la stessa paura attraverso il comportamento.
Ogni comportamento ha una storia.
E ogni storia merita di essere ascoltata con rispetto, senza fretta e senza giudizio.
Perché, a volte, dietro un “È sempre stato così”, c’è semplicemente una storia che nessuno aveva ancora ascoltato.
In questo caso è accaduta una cosa che mi emoziona ogni volta.
Quando siamo riusciti ad ascoltare davvero la storia di questo cane, e a dare spazio a ciò che il suo corpo stava cercando di raccontare, abbiamo osservato fin da subito i primi cambiamenti nel suo modo di vivere alcuni stimoli che fino a quel momento lo mettevano profondamente in difficoltà.
Non perché avessimo “cancellato” il suo passato.
Ma perché, finalmente, quel passato aveva trovato uno spazio in cui essere visto, accolto ed elaborato.
Ed è proprio questo il valore più grande di questo lavoro.
Non si tratta semplicemente di modificare un comportamento.
Si tratta di restituire qualità di vita.
All’animale, che può sentirsi più sicuro e meno costretto a vivere costantemente in uno stato di allerta.
Ma anche al binomio, perché quando comprendiamo ciò che il nostro animale sta realmente vivendo, cambia il modo in cui ci relazioniamo a lui.
Al posto della frustrazione nasce la comprensione.
Al posto del tentativo di correggere nasce il desiderio di accompagnare.
Ed è lì che la relazione può trasformarsi davvero.
Ti è mai capitato di scoprire che dietro una paura del tuo animale non c’era l’evento che avevi sempre pensato, ma una storia molto più profonda? Raccontamelo nei commenti.