
Qualche giorno fa, durante il RandaFestival di Aosta, ho avuto l’occasione di parlare di comunicazione sottile nella relazione uomo-animale. Tra le storie che ho scelto di raccontare c’era anche quella di Zoe.
Una storia di qualche anno fa che continuo a portare con me perché racconta molto bene uno degli aspetti dell’Animal Communication che considero più preziosi.
Molto spesso veniamo chiamati perché c’è qualcosa da “aggiustare”.
Un animale fa qualcosa che non comprendiamo, che ci preoccupa o che rende difficile la convivenza.
“Perché fa così?”
“Come possiamo farlo smettere?”
È comprensibile.
Ma uno dei primi effetti dell’Animal Communication, qualche volta, accade ancora prima che quel comportamento cambi.
Cambia il nostro sguardo sull’animale.
Perché quando, attraverso la comunicazione, vengo a conoscere qualcosa della sua esperienza che non avrei potuto immaginare, non posso più guardarlo esattamente come prima.
Ed è quello che accadde con Zoe.
Zoe aveva iniziato a fare pipì fuori dalla lettiera: per terra, sui letti, persino sui giochi dei bambini.
La situazione per la sua famiglia era diventata molto difficile.
Come sempre in questi casi, la prima cosa da fare è rivolgersi al veterinario ed escludere eventuali cause mediche.
Questo era stato fatto.
Quando entrai in comunicazione con Zoe arrivarono due informazioni.
La prima:
“Mi vogliono mandare via.”
La seconda fu una sola parola:
“Taverna.”
Io non conoscevo quella casa.
Parlando con Nancy, la sua umana, scoprii che, esasperata dalla situazione, aveva effettivamente detto alle figlie che, se Zoe avesse continuato, avrebbero dovuto pensare di mandarla via.
E la taverna esisteva.
Durante la notte Zoe veniva sistemata proprio lì perché saliva sui letti e disturbava il sonno della famiglia.
Aveva tutto: cuccia, acqua, cibo, lettiera.
Dal nostro punto di vista, non le mancava nulla.
Ma la comunicazione aprì la possibilità di guardare quella stessa situazione da un’altra prospettiva.
Che cosa significava, per Zoe, essere separata dalla famiglia durante la notte?
Che cosa stava vivendo lei dentro quella situazione?
Nella comunicazione emergeva quanto fosse importante per Zoe essere parte della vita della sua famiglia.
Nancy ascoltò ciò che era emerso e Zoe tornò a vivere liberamente gli spazi della casa anche durante la notte.
E smise di fare pipì fuori dalla lettiera.
Ma è qui che, per me, questa storia diventa davvero importante.
Perché possiamo raccontarla dicendo:
“Zoe aveva un problema di comportamento e abbiamo trovato il modo di risolverlo.”
Oppure possiamo guardarla da un’altra parte.
Prima della comunicazione c’era un comportamento:
“Zoe fa pipì dove non deve.”
Dopo la comunicazione, quello stesso comportamento poteva essere guardato anche come qualcosa che stava raccontando un’esperienza:
“Zoe sta vivendo qualcosa. Proviamo ad ascoltarla.”
Il comportamento era lo stesso.
Era cambiato lo sguardo.
Ed è uno degli effetti più profondi che riconosco nell’Animal Communication.
Quando conosco qualcosa del mio animale che non avrei mai potuto immaginare, quando per un momento posso provare a guardare ciò che sta accadendo anche dalla sua prospettiva, non posso più guardarlo come prima.
Quello che fino a quel momento vedevo soltanto come un problema può diventare una comunicazione.
E allora cambia anche la domanda.
Non più soltanto:
“Come faccio a farlo smettere?”
ma:
“Tu, dentro tutto questo, che cosa stai vivendo?”
Non significa pensare che dietro ogni comportamento ci sia necessariamente una spiegazione emotiva, né sostituire il veterinario, l’educatore o gli altri professionisti che possono essere necessari.
Significa aggiungere uno sguardo.
E qualche volta è proprio quello sguardo nuovo ad aprire uno spazio diverso nella relazione.
Perché ascoltare davvero qualcuno significa anche accettare la possibilità che ciò che scopriremo cambi il modo in cui lo vediamo.
E forse è questa una delle cose più belle che l’Animal Communication continua a insegnarmi:
prima ancora di cambiare un comportamento, può cambiare una relazione.
E ciò che prima era soltanto un problema
può finalmente diventare qualcosa che siamo capaci di ascoltare. ❤️🐾
Mariarosa Ventura
AnimalREIKI Academy
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