
C’è un momento della vita in cui il corpo cambia.
Cambia il passo.
Cambia lo sguardo.
Cambia l’odore.
Sì, cambia anche l’odore.
Succede agli esseri umani.
Succede agli animali.
Il tempo lascia una traccia che non è solo sulle rughe o sul pelo che diventa bianco. È un profumo diverso, una presenza diversa, un ritmo diverso.
Eppure noi facciamo spesso un errore.
Scambiamo la vecchiaia per una malattia.
Non lo è.
La vecchiaia è un privilegio.
È la storia di una vita che ha attraversato stagioni, incontri, perdite, gioie, paure e amore.
Una volta, Paco, un nonnino peloso, mi disse una frase che non ho più dimenticato:
“La vecchiaia è dolce. È il tempo del ricordo.”
Credo che avesse ragione.
Perché gli animali anziani sembrano custodire qualcosa che noi, nella fretta, rischiamo di perdere.
Non hanno più bisogno di dimostrare.
Non corrono per arrivare primi.
Ci insegnano il valore della lentezza.
Della presenza.
Del silenzio condiviso.
Ci ricordano che una vita non perde valore quando il corpo rallenta.
Anzi.
È proprio allora che possiamo restituire tutto l’amore che abbiamo ricevuto.
Il Reiki, in questa fase della vita, non serve a fermare il tempo.
Serve ad accompagnarlo.
Ad alleviare lo stress.
A portare calma.
A offrire sicurezza quando il mondo diventa più faticoso da comprendere.
È una mano che dice:
“Sono qui.
Possiamo attraversare insieme anche questo tratto di strada.”
Perché la vecchiaia non chiede di essere combattuta.
Chiede di essere guardata con rispetto.
E forse sono proprio gli animali anziani a ricordarci che la bellezza non appartiene alla giovinezza.
Appartiene a una vita vissuta.
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