
Amo gli animali da sempre. Da quando ero bambina. La mia fiaba preferita era Cappuccetto Rosso.
Ma non l’ho mai vissuta come la raccontavano. Nella mia immaginazione, Cappuccetto Rosso e il lupo non erano nemici. Erano compagni di viaggio.
Forse è stato lì che è nato il mio modo di guardare gli animali. Con rispetto. Con curiosità. Con il desiderio di conoscerli prima di giudicarli.
Amo i lupi. Li ho studiati, li ho raccontati… Li amo per ciò che sono.
Animali liberi.
Animali selvatici.
Animali che non chiedono il nostro consenso per esistere.
Molti anni dopo ho avuto il privilegio di guardare negli occhi una lupa. Un incontro che porto ancora nel cuore e che ha reso ancora più profondo ciò che sentivo da bambina. Per questo oggi non riesco a restare in silenzio quando un lupo viene trasformato nel mostro perfetto prima ancora che emerga la verità.
Ancora una volta migliaia di persone hanno condiviso una storia senza aspettare che emergessero i fatti. Un lupo che ha cercato di attaccare una bambina nel giardino di casa. E il cagnolino di casa è stato azzannato mentre cercava di salvare la piccola.
Poi la ricostruzione è cambiata.
Non risultano attacchi a persone.
Da quanto emerso successivamente, il cane coinvolto si trovava senza la presenza della famiglia e, secondo le ricostruzioni diffuse, era fuori dal controllo diretto dei proprietari.
Eppure nessuno condivide la smentita con la stessa velocità con cui aveva condiviso la paura.
È sempre così. Perché la paura vende. La verità molto meno.
Ma ogni volta che succede questo, a pagare è sempre lui.
Il lupo.
Quell’animale che continua a essere dipinto come un assassino, mentre nella realtà evita il più possibile il contatto con l’essere umano.
Io difendo il lupo.
Perché rispetto la sua natura. Perché rispetto il suo diritto a vivere. Perché la sua casa è il bosco.
Noi siamo ospiti. E quando entriamo nella sua casa, abbiamo anche delle responsabilità.
Compresa quella di custodire i nostri animali. Amare un cane non significa solo riempirlo di carezze.
Significa proteggerlo. Non lasciarlo libero dove potrebbero esserci animali selvatici.
Non pretendere che sia la natura ad adattarsi alle nostre disattenzioni.
La convivenza è possibile. Ma non sarà mai possibile finché continueremo ad alimentare odio con notizie non verificate.
Vale per il lupo.
Vale per l’orso.
Vale per ogni animale selvatico che viene trasformato nel nemico perché è più facile trovare un colpevole che cercare la verità.
Io continuerò a stare dalla parte del lupo.
Sempre.
Perché non ha una voce con cui difendersi. E perché il giorno in cui smetteremo di difendere gli animali selvatici, avremo smesso di difendere anche la parte più autentica della natura.
Non condividere la paura. Condividi la verità. Perché da una notizia falsa può nascere odio.
E dall’odio possono nascere decisioni irreversibili.
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